4° Congresso Nazionale FNOFI

Razionale

Introduzione e Razionale

La fisioterapia si colloca oggi in un passaggio storico cruciale, caratterizzato da una crescita senza precedenti del bisogno di riabilitazione e da una contemporanea trasformazione dei modelli economici di erogazione delle cure.

A livello internazionale, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano come due persone su cinque nel contesto europeo abbiano necessità di interventi riabilitativi nel corso della vita. Questo dato fotografa una realtà strutturale: la riabilitazione non è più un servizio residuale, ma una componente essenziale dei sistemi sanitari.

Parallelamente, il contesto italiano è attraversato da profonde trasformazioni demografiche e sociali. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e delle condizioni di fragilità generano una espansione progressiva della domanda di fisioterapia, con milioni di cittadini che necessitano di interventi continuativi. Tuttavia, a questa crescita del bisogno non corrisponde un adeguato sviluppo dell’offerta pubblica: il sistema sanitario nazionale copre solo una quota limitata della domanda di prestazioni (circa un terzo), lasciando alla responsabilità del mercato ampi spazi nel soddisfacimento di bisogni essenziali.

In questo scenario si inserisce un elemento decisivo: il contesto e le dinamiche della finanza pubblica non consentono di nutrire eccessive speranze su un significativo incremento dell’offerta pubblica di riabilitazione. La fisioterapia è con ogni probabilità destinata a rimanere un bisogno sanitario fondamentale erogato prevalentemente da professionisti e organizzazioni che operano in regime di mercato, tutto ciò comporta effetti rilevanti in termini non solo di accessibilità, equità e sostenibilità, ma anche di collocazione della professione.

La maggioranza dei fisioterapisti opera in circuiti economici di mercato sostenuti da risorse private offrendo le loro competenze o direttamente al pubblico o ad organizzazioni che, a loro volta, si assumono la responsabilità di offrirle al pubblico.

Questa considerazione pone oggi la professione all’incrocio di una duplice tensione.

Da un lato, si apre una prospettiva di sviluppo straordinaria: la fisioterapia è destinata a diventare uno dei settori più dinamici della sanità, con una domanda strutturalmente crescente e una centralità sempre maggiore nei percorsi di cura.

Dall’altro lato, emerge un rischio concreto: il mercato potrebbe vedere prevalere soggetti caratterizzati da scarso orientamento professionale, prevalentemente guidati da una logica economica di breve periodo. In questo scenario, non solo il fisioterapista rischia di essere progressivamente marginalizzato, ridotto a mero erogatore di prestazioni all’interno di modelli gestionali controllati da altri, ma gli stessi pazienti potrebbero diventare consumatori come altri e come tali essere trattati.

Il punto centrale diventa quindi chi governa l’offerta di fisioterapia.

In assenza di un ruolo attivo della professione nella costruzione e funzionamento dei modelli di erogazione, nel mercato potrebbero emergere tendenze
che:
• comprimono il valore professionale;
• riducono la qualità dell’assistenza;
• allontanano il sistema dai bisogni reali dei cittadini.

Per questo motivo, il Congresso nazionale si pone come un momento strategico per affrontare una questione fondamentale: l’economia e i modelli di business della fisioterapia non sono un tema accessorio, ma impattano direttamente sulla dimensione costitutiva della professione.

Diventa necessario sviluppare una visione che integri:
sostenibilità economica dei modelli di erogazione,
accessibilità delle cure per i cittadini,
centralità del fisioterapista nella governance dei servizi.

In questo senso, la sfida non è contrapporre economia e cura, ma ridefinire il loro rapporto:

il valore economico deve essere una conseguenza della qualità e dell’appropriatezza dell’intervento professionale, non il suo fine.

È in questa prospettiva che si inserisce il riferimento simbolico all’opera L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, collocata a Milano: un’immagine provocatoria che richiama la necessità di mantenere una posizione critica e consapevole rispetto al potere finanziario. Il messaggio è chiaro:

l’economia deve essere governata dalla professione e orientata al benessere della persona, non viceversa.

Il Congresso di Milano si propone quindi come uno spazio di elaborazione e indirizzo, con un obiettivo preciso:

accompagnare la professione verso una piena consapevolezza economica e imprenditoriale, affinché la fisioterapia resti saldamente nelle mani dei fisioterapisti e continui a rispondere, in modo etico e sostenibile, ai bisogni di salute dei cittadini.